C’è stress e stress…

A cura della Dott.ssa Lucia Di Nardo

Lo STRESS è una reazione emozionale intensa ad una serie di stimoli esterni che mettono in moto risposte fisiologiche e psicologiche di natura adattiva.

Se gli sforzi del soggetto falliscono perché lo stress supera la capacità di risposta, l’individuo è sottoposto ad una vulnerabilità nei confronti della malattia psichica, di quella somatica o di entrambe.

Noi tutti, in base alle esperienze di vita e alle interpretazioni che facciamo, rispondiamo in modo diverso agli eventi stressanti. Il comportamento messo in atto in condizioni di stress in correlazione con il tipo di stress a cui siamo sottoposti determina e condiziona in maniera positiva o negativa la nostra vita.

A tal proposito distinguiamo uno stress a breve termine caratterizzato da una connotazione positiva per le sue condizioni adattive al modificarsi delle richieste dell’ambiente e per le importanti reazioni di difesa; e uno stress a lungo termine a connotazione negativa e causa di vere e proprie patologie.

Nello specifico distinguiamo un EUSTRESS, detto anche stress buono:

Un individuo eustressato è una persona che sente di essere stimolata, di possedere il controllo sulla situazione ambientale interna e di riuscire adeguatamente alle richieste dell’ambiente esterno” (Favretto, 2005);

e un DISTRESS, detto anche stress cattivo:

Un individuo distressato è una persona che ha perso il controllo sulla maggior parte delle situazioni in cui ha a che fare e che percepisce le richieste provenienti dall’ambiente come superiori alle sue forze ed energie” (Favretto, 2005).

Dunque, se da un lato lo stress può essere causa o concausa di patologie anche gravi (distress) dall’altro può creare le condizioni necessarie per evitarle (eustress).

Dal punto di vista PSICOLOGICO lo stress viene definito come la risposta che dipende dalla VALUTAZIONE COGNITIVA del significato dello stimolo. L’esito finale di tale valutazione è costituito dalle RAPPRESENTAZIONI MENTALI.

Con tale termine ci si riferisce non solo alle immagini mentali, ma anche al DIALOGO INTERNO, cioè quel costrutto mentale che rappresenta i contenuti cognitivi connessi alle credenze e alle convinzioni, maturate dalla storia personale e dalle conoscenze possedute, che si presentano sotto forma di dibattiti tra i pensieri. Se il dialogo interno è positivo, logico e reale si può riuscire a sviluppare una vita più conforme a quella desiderata e funzionale alle reali esigenze. Le persone non ne sono dunque vittime passive, sono importanti i modi in cui valutano cognitivamente e percepiscono emotivamente, insieme ai modi in cui considerano le proprie risorse e le proprie capacità di far fronte allo stress.

COMPORTAMENTI TIPICI IN PRESENZA DI STRESS:

  • Decremento della capacità di concentrazione

  • Sintomi di ansia e aumento dell’arousal

  • Deterioramento della memoria a lungo termine

  • Deterioramento delle capacità di pianificazione

  • Aumento delle tensioni fisiche e psicologiche

  • Diminuzione dell’autostima

  • Aumento della depressione

  • Problemi di verbalizzazione (balbuzie, tartagliamento)

  • Diminuzione degli interessi e dell’entusiasmo

  • Aumento dell’abuso di sostanze

  • Disturbi del sonno

  • Spostamento sugli altri delle responsabilità

  • Minacce di suicidi

3 STRUMENTI PER FRONTEGGIARE LO STRESS

Esistono molti modi per affrontare e prevenire lo stress, in questa sede voglio indicarvene 3 che riteniamo particolarmente efficaci per utilità e semplicità.

 Il primo è la meditazione (o mindfulness), che ha lo scopo di allenare l’attenzione e di aumentare la consapevolezza di sé e dell’ambiente, favorendo un miglior radicamento nel momento presente. È, fondamentalmente, una pratica di prevenzione dello stress, infatti, attraverso l’allenamento dell’attenzione è possibile scegliere dove e come dirigerla, distogliendola da pensieri disturbanti e quindi, piuttosto che reagire automaticamente all’ambiente sulla base di idee preconcette, diventa possibile focalizzarsi sul qui ed ora e radicarsi nella realtà del momento presente, potendo così agire efficacemente oppure riuscire ad accettare il fatto che non ci sia nulla da fare riguardo quello che sta succedendo.

Il secondo comprende alcune tecniche di scarica delle tensioni corporee come il rilassamento progressivo di Jacobson, che possono essere definite “di emergenza”. Infatti, se lo stress si è accumulato nel corpo, vuol dire che non è stato possibile fronteggiare adeguatamente i fattori stressanti o, più semplicemente, il livello di stress era troppo alto. Quindi, per poter praticare efficacemente la meditazione o il rilassamento, sarà necessario rimuovere l’energia in eccesso attraverso movimenti corporei o alternando contrazione e rilascio di diversi distretti muscolari, questo consentirà una scarica della tensione bloccata nel corpo ripristinando un equilibrio psicofisiologico adeguato.

L’ultimo strumento è il rilassamento propriamente detto. Spesso viene confuso con la meditazione e viceversa, tuttavia, come già accennato, la meditazione è un allenamento della capacità attentiva il cui scopo è il raggiungimento di un alto grado di lucidità e di presenza mentale. Il rilassamento, invece, ha come obiettivo l’esatto opposto: infatti attraverso di esso è possibile “allontanarsi” dalla realtà, entrando in una dimensione di benessere e leggerezza che rappresenta un momento di “pausa” e di sana chiusura in se stessi, in cui ricaricare le energie nella vita quotidiana.